Il mulino a vento e la resistenza al dolore

In diverse tradizioni di arti marziali orientali si insiste moltissimo sulla capacitá del praticante di saper resistere al dolore fisico.
Pensiamo solo alla lunghissima tradizione delle scuole di monaci Shaolin, con le loro pratiche e i loro allenamenti incredibili, volti a rendere i monaci capaci di sopportare il dolore fisico e, nel contempo, a rinforzare in maniera estrema tutte le giunture, i legamenti, i muscoli e ogni parte del corpo.

Il segreto sta sempre nel dominio della propria mente, nella capacitá di rendere il corpo, ma anche la mente forti e resistenti a qualsiasi sollecitazione esterna di carattere traumatico

In questo articolo tratteró un argomento che puó apparire estraneo allo Sri Murni. Infatti, in piú occasioni il M.o Maltese ha sempre rimarcato che, nella pratica dello Sri Murni, ma anche in moltissime altre discipline fisiche, non bisogna mai andare nella direzione del dolore. Nel senso che se un muscolo o una parte del nostro corpo comincia a farci male, non dobbiamo insistere negli esercizi che hanno presumibilmente causato quel dolore: dobbiamo o cambiare modalitá (e questo capita di frequente nello Sri Murni) o cambiare esercizio o, addirittura, sospendere quel genere di esercizi per dare al corpo il tempo di recuperare.

Quindi i paragrafi precedenti potrebbero apparire in contrasto fra loro. Ma non é cosí.

In questo caso mi riferisco a una posizione  specifica dello yoga, il Mulino a vento.

Questa posizione rappresenta una sfida alla nostra capacitá di resistere al dolore fisico in quanto, pur nella sua semplicitá, richiede un impegno specifico e una determinazione incrollabile per permettere di ottenere buoni risultati.

Si tratta in definitiva di assume la posizione dell’uomo di Vitruvio di Leonardo, ovvero gambe divaricate, tronco ben allineato e perpendicolare al terreno con le braccia ben distese e aperte nelle due direzioni opposte e laterali al corpo. Le due braccia devono essere allineate con il terreno, quindi perfettamente orizzontali.

All’inizio si tratta di una posizione anche facile da assumere, ma il difficile viene dopo qualche minuto.

L’obiettivo é quello di mantenere la posizione per almeno 7 minuti.

All’inizio, quando si comincia a praticare il Mulino a vento, dopo i primi 3 minuti si comincia ad avvertire un diffuso dolore alle spalle o al trapezio, di tutte e due le spalle o anche solo di una. É a questo punto che entrano in gioco la mente e il respiro.

I maestri yoga consigliano di mantenere una respirazione toracica, ma ampia per massaggiare in definitiva l’intero gruppo muscolare interessato dal maggior sforzo, ma qui entra in gioco anche lo Sri Murni e, in particolare, la respirazione del Kunci.

Ho sperimentato in particolare l’efficacia del Kunci come base per mantenere la concentrazione focalizzata sul respiro e sull’energia che consentiva di continuare a mantenere la posizione per molti minuti.

Tante sono le tecniche mentali che possono aiutare a migliorare sempre piú i risultati nel mantenimento di questa posizione.

La mente svolge un ruolo importantissimo perché attraverso la direzione che prendono i nostri pensieri, possiamo o meno deviare la nostra attenzione dal dolore a qualcos’altro e resistere, di conseguenza, maggiormente.

Alcuni esempi:

– concentrarsi sulla respirazione e immaginare che a ogni inspirazione due mani invisibili ci aiutino sempre piú a sostenere in posizione orizzontale le nostre braccia;

– pregare a occhi chiusi. La preghiera, soprattutto se ripetitiva, aiuta a migliorare la concentrazione. In particolare se ci focalizziamo sul significato stesso delle parole e le pronunciamo mentalmente in modo lento, seguendo anche il flusso della respirazione, riusciamo a controllare in maniera piuttosto efficace tutte le contrazioni dei nostri muscoli;

– meditare su un elemento fisico, per esempio il mare, e, in particolare, sul flusso e riflusso delle onde sulla battigia. Visualizzare se stessi in un contesto e in una condizione di estrema pace e tranquillitá ci permette di far passare in secondo piano la geestionen della tensione muscolare che crescere sempre piú.

Altre tecniche sono possibili, ma lascio a ciascuno di voi la cura e l’attenzione di sperimentarle per verificarne la validitá. Ci tengo peró a sottolineare che questa sfida va colta con responsabilitá e buon senso (e qui torna fuori il discorso del M.o Maltese a proposito del non andare nella direzione del dolore): Quando si comincia ad avvertire che le braccia sono soggette a tremori sempre piú accentuati, si deve avere la determinazione di interrompere la posizione.

Come si termina l’esercizio?

Questa é la parte piú importante perché se non si termina correttamente la posizione si puó andare incontro a dolori e a strappi muscolari anche seri.

Quando si decide di terminare l’assunzione di questa posizione del Mulino a vento, si deve procedere IN MANIERA ESTREMAMENTE LENTA a far scendere lateralmente le braccia (che rimangono sempre dritte) fino a portarle lungo i fianchi. Ripeto, tale movimento, svolto nel tempo di molte respirazioni complete, va realizzato in maniera ultra rallentata per dare la possibilitá ai muscoli di distendersi con estrema gradualitá.

Questa modalitá potrá sembrare molto difficile da realizzare, soprattutto se ci troviamo in una condizione di forte dolore o comunque di intenso fastidio ai muscoli delle spalle e del tronco interessati da questo esercizio, perche la tentazione é quella di scendere in fretta con le braccia per far cessare questa sensazione sgradevole.

Eppure l’esperienza, non solo mia, ma di tutti coloro che hanno sempre assunto questa posizione, all’interno di una seduta yoga, suggerisce e consiglia di seguire alla lettera la giusta conclusione, facendosi aiutare dal flusso della respirazione.

Se si riuscirá ad eseguire correttamente tutte le fasi di questa posizione, vi ritroverete, al termine, con solo un minimo indolenzimento che sparirá nel giro di qualche minuto.

Come si raggiungono tempi alti in questa posizione?

Con la gradualitá e la costanza tipiche di tutte le azioni intraprese con un obiettivo ben chiaro e definito.

Cosí come la pratica dello Sri Murni porta buoni risultati se svolta tutti i giorni, cosí la pratica della posizione del Mulino a vento, se realizzata di frequente e aumentando il tempo di mantenimento, ogni volta di circa 20-30 secondi, ci consente di arrivare ben oltre i 7 minuti. Allo stato attuale riesco a mantenerla per 13 minuti, ma non escludo la possibilitá di migliorare questo tempo ulteriormente.

Quali sono i vantaggi?

Dal punto di vista fisico abbiamo un rafforzamento di tutta la muscolatura della parte superiore del corpo.

Dal punto di vista psicologico si rafforza la volontá, la capacitá di resistere intelligentemente al dolore e di fare economia di ogni atomo di forza ed elasticitá del proprio corpo.

Consiglio quindi di abbinare questa semplice, ma intrigante posizione yoga alla pratica dello Sri Murni, per approfondire cosí la conoscenza della respirazione, del controllo della nostra volontá e del nostro corpo.

P.S. Il  consiglio del M.o Maltese ha anche un’altra valenza, questa volta rivolta nello specifico alla resistenza al dolore stesso. Non andare nella direzione del dolore vuol dire anche non focalizzarsi sulla sensazione del dolore (altrimenti questa aumenterá velocemente), ma su qualcosa di totalmente altro, che possa convogliare le energie e la nostra attenzione su elementi potenzianti.

Buono Sri Murni a tutti.

cyberpanc

Tags: Kunci, Sri Murni day by day

April 21, 2017 at 10:21PM
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